Carritteri (carrettiere)

immagine10_1242305050_706632E’ tra i mestieri più caratteristici della nostra Sicilia  di cui a Termini Imerese c’era una grossa rappresentanza.

Grazie al porto, al caricatoio ed a magazzini vari, in città si movimentava merce di ogni genere e le strade erano  piene di carretti che quasi sempre lavoravano per conto terzi.

Si trasportavano prodotti dei campi, ma anche concime, materiale da costruzione, sale, carbone, legname e tant’altro; il prezzo pattuito era abitualmente a viaggio.

Il trasporto non avveniva solo nel territorio urbano ma spesso ci si doveva spostare anche in posti molto più lontani trascorrendo quindi giorni e notti per strade assolate e polverose d’estate e piene di fango in inverno.

Lungo i percorsi c’erano dei luoghi di sosta  “u funnacu”; a Termini Imerese ve ne era uno grande e particolarmente frequentato, era il cosiddetto fondaco Arancio che si trovava a pochi passi dalla stazione ferroviaria, dove era possibile albergare per rifocillarsi e far riposare gli animali.

Qui i carrettieri si incontravano, discutevano, giocavano a carte e  spesso organizzavano anche vere e proprie sfide canore; una delle caratteristiche del carrettiere era infatti quella di cantare durante il lavoro.

Oggi nella nostra città, esclusion fatta per qualche carretto da parata, di carretti e carrettieri si è quasi del tutto persa traccia, ed i piccoli trasporti vengono effettuati con più pratici e veloci furgoncini o da motocicli a tre ruote con cassone.


Nando Cimino


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